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Termografia con drone per impianti fotovoltaici, a cosa serve

Un impianto fotovoltaico può lavorare in silenzio per vent’anni e anche più. Per controllare lo stato di celle e componenti si dovrebbero prevedere delle ispezioni manutentive periodiche. In alcuni casi, infatti, la mancanza di un controllo abituale determina che non ci si renda conto di malfunzionamenti e guasti se non quando il danno è ormai importante. Per evitare che questo accada e far sì che l’impianto mantenga la sua efficienza nel tempo ci sono tecniche come la termografia con drone per valutare anche in anticipo possibili problemi. 

In questo articolo vediamo come funziona la termografia con drone, quali difetti riesce a vedere, cosa dice la norma internazionale IEC TS 62446-3.

Cos’è la termografia con drone

La termografia a infrarossi è una tecnica di indagine che rileva la radiazione termica emessa da ogni corpo sopra lo zero assoluto e la trasforma in un’immagine, il termogramma, in cui ogni pixel corrisponde a un valore di temperatura misurabile. Integrata su un Sistema Aeromobile a Pilotaggio Remoto (SAPR, cioè il drone professionale), questa tecnica diventa uno strumento ideale per l’ispezione di parchi solari di qualsiasi dimensione.

Risolve, infatti, in un colpo solo tre limiti storici dell’ispezione manuale: la lentezza, la pericolosità e l’impossibilità di coprire il 100% dei moduli. Il drone fotografa il calore, invisibile, che ogni cella emette sotto carico solare. In circa 10 minuti di volo riesce a scansionare 1MW di superficie, senza fermare la produzione e senza necessità di persone sul tetto.

I difetti che solo la termografia con drone riesce a vedere in tempo

Quando una cella subisce un danno, un’ombra persistente o un degrado dei materiali incapsulanti, smette di generare corrente e si comporta come una resistenza. L’energia prodotta dalle celle adiacenti la attraversa e viene dissipata sotto forma di calore. Quello che un’app di monitoraggio potrebbe registrare come piccolo calo di resa della stringa, con la telecamera potrebbe rivelarsi un difetto maggiore come hotspot su una singola cella.

I benefici per chi gestisce un impianto

La termografia aerea è uno dei vettori di efficienza più incisivi dell’O&M fotovoltaico. Nel 2024 l’adozione dei droni ha fatto risparmiare al comparto solare globale circa 788 milioni di dollari, con un recupero medio di 2.100 dollari per ogni MW ispezionato. 

Sul piano tecnico, le odierne camere radiometriche stabilizzate lavorano con sensibilità termica inferiore a 50 millikelvin: riescono cioè a isolare derive di un ventesimo di grado e a intercettare micro-degradi settimane prima che diventino guasti visibili all’inverter. Il dato è tracciabile nel tempo, consente confronti storici per stimare i tassi di degrado pluriennali e si integra nei gestionali di manutenzione (CMMS) per automatizzare la prioritizzazione degli interventi.

Tre metriche operative che, per un’azienda o una PA, pesano più di tutte sono:

  • Il downtime a zero. A differenza della misura della curva I-V, che obbliga al distacco elettrico delle stringhe, la termografia aerea richiede che l’impianto sia operativo a pieno carico solare. La produzione non si ferma mai.
  • La sicurezza. L’ispezione con drone riduce le ore di lavoro del personale in quota e vicino a conduttori in tensione.
  • La copertura del 100%. Dove un tecnico a terra ispeziona per campione (10-25% dei moduli), il drone sorvola ogni singolo pannello, senza eccezioni e in una frazione del tempo.

La normativa IEC TS 62446-3:2017 

La IEC TS 62446-3:2017 è la specifica tecnica internazionale, pubblicata dall’International Electrotechnical Commission, che definisce i requisiti per l’ispezione termografica a infrarossi di moduli e impianti fotovoltaici in esercizio. Il suo campo di applicazione è ampio: copre non solo i moduli, ma anche cavi, connettori, fusibili, interruttori, inverter e batterie, con l’obiettivo di prevenire incendi e verificare la qualità e la disponibilità produttiva dell’impianto. Sul piano operativo, la norma stabilisce anche soglie ambientali precise così da garantire che le anomalie termiche rilevate siano reali e non artefatti delle condizioni di misura.

Quando ha senso pianificare un’ispezione

Impianti industriali e commerciali (C&I)

Capannoni logistici, centri produttivi, grandi coperture industriali: qui l’ispezione con drone è legata alla sicurezza antincendio. Un hotspot non diagnosticato può trasformarsi nell’innesco di un incendio capace di distruggere magazzini e merci sottostanti.

Pubblica Amministrazione ed enti pubblici

Scuole, ospedali, uffici comunali, impianti su edifici pubblici: la Pubblica Amministrazione ha spesso parchi fotovoltaici distribuiti e obbligo di manutenzione documentale. Un report termografico dell impianto fotovoltaico conforme IEC dà l’evidenza di rispettare norme e standard internazionali.

Comunità Energetiche Rinnovabili e portafogli distribuiti

Gestire decine di piccoli impianti sui tetti dei membri di una Comunità Energetica Rinnovabile (CER) è frammentario e costoso. Una campagna drone standardizzata permette di auditare un intero portafoglio residenziale/commerciale in pochi giorni, restituendo equità di ripartizione e certezza di resa a tutti i soci.

Impianti agricoli e agrivoltaico

Sulle strutture agrivoltaiche sopraelevate tra colture o bestiame, le ispezioni tradizionali rischiano di danneggiare le coltivazioni con il calpestio. Il drone elimina l’impatto, e in un volo solo può combinare termografia sui pannelli e indici multispettrali (NDVI) sulla salute delle piante sottostanti.

In Replanet utilizziamo la termografia con drone per la manutenzione predittiva e il revamping. In questo modo proteggiamo il rendimento dei diversi impianti e riusciamo a garantire una lunga durata alla massima efficienza.

L’integrazione della termografia con drone prevede:

  • Il piano di volo su misura in base alla geometria dell’impianto, all’orientamento dei moduli e alle aree sensibili (magazzini sottostanti, spazi abitati, zone ENAC).
  • Le certificazione delle condizioni meteo in loco con piranometro: se l’irraggiamento è sotto 600 W/m², si riprogramma.
  • Il Referto certificato ISO 9712: pienamente utilizzabile per warranty claim, perizie assicurative e documentazione D.Lgs. 81/08.
  • Supporto e intervento immediato: se il drone trova un problema, è lo stesso team Replanet a risolverlo.

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